All'interno della mia esperienza personale ho individuato tre oggetti, che rappresentano i tre momenti della conoscenza:
Memento(oggetto di memoria del passato)
Come oggetto del passato ho scelto il mio DiveLog, il registro su cui si scrivono i dati delle immersioni subacquee, in memoria di quando da piccola presi il mio primo brevetto per immersioni.
Utensile (oggetto del mio fare presente)
Come oggetto del mio presente ho scelto il mio computer, strumento diventato assolutamente necessario in questo periodo, tramite il quale riesco sia a seguire l'università sia stare in contatto con i mei compagni ormai distanti.
Feticcio (un oggetto delvissuto una funzione magica di previsione/progetto del futuro)
Come oggetto di previsione del futuro ho scelto la foglia di alloro che, come da tradizione, è stata tolta dalla corona di laurea del festeggiato e che tengo sempre con me come porta fortuna per la mia laurea, progetto per il mio futuro.
Il solcometro, essendo strumento di navigazione marittima, deve essere conforme alla norma IEC 61023: 2007:
Qui riporto l'astratto:
Apparecchiature e sistemi di navigazione marittima e di radiocomunicazione - Apparecchiature per la misurazione della velocità e della distanza marittima (SDME) - Requisiti prestazionali, metodi di prova e risultati dei test richiesti
IEC 61023: 2007 Specifica i requisiti minimi di prestazione, i metodi di prova e i risultati dei test richiesti dei dispositivi per indicare la velocità e la distanza - le apparecchiature di misurazione della velocità e della distanza (SDME) richieste dal Regolamento 192 del Capitolo V della Convenzione internazionale per la sicurezza della vita a Sea (SOLAS), 1974, come modificato. È associato a IEC 60945 e basato sui requisiti della risoluzione IMO A.824MSC.96 (72). Questa nuova edizione tiene conto delle modifiche agli standard di prestazione dell'IMO per SDME concordati nella risoluzione MSC.96 (72) nel 2000.
Come indicato nella brochure (PDF) del solcometro, venduto dalla compagnia Telemar, di cui qui riporto qui il link del sito, il seguente strumento deve seguire la norma IEC 61162-1: 2016:
Qui riporto una parte dell'astratto:
Apparecchiature e sistemi di navigazione marittima e di radiocomunicazione - Interfacce digitali - Parte 1
La norma IEC 61162-1: 2016 contiene i requisiti per la comunicazione di dati tra strumenti elettronici marittimi, apparecchiature di navigazione e di radiocomunicazione quando interconnesse tramite un sistema appropriato. Questa parte di IEC 61162 ha lo scopo di supportare la trasmissione di dati seriali unidirezionali da un singolo oratore a uno o più ascoltatori (...).
Il solcometro è uno strumento di misura per la velocità delle navi. Il primo solcometro inventato, approssimativamente nel XV secolo, fu quello a barchetta, il cui principio di funzionamento era relativamente semplice, ma che divenne, e che è ancora tutt'oggi, uno strumento fondamentale per la navigazione.
Istruzioni per l'uso:
Prendere una tavola di legno e zavorrarla, da qui il nome inglese log (log=tronco di legno)
Legarla una corda, sagola.
Su di essa, ad una distanza ognuno di 15,43 m, fare dei nodi.
Lanciare la tavola in mare
Dotarsi di clessidra.
Contare quanti nodi passano tra le mani del marinaio, al filare della sagola, in 30 secondi.
Il numero di nodi rappresenta la velocitàsolco.
Illustrazione componenti di un solcometro.
Principio di funzionamento.
Riprese della "Scuola di vela e Navigazione" di Cesenatico.
All'inizio è possibile assistere all'utilizzo di un solcometro a barchetta.
Da questo principio di funzionamento deriva il nodo usato come unità di misura per la velocita di una nave, che corrisponde ad un miglio nautico all'ora.
Nel corso degli anni lo strumento subì migliorie: prime tra tutte l'invenzione del solcometro ad elica, ancora oggi utilizzato, fino ad arrivare a solcometri elettromagnetici, solcometri a pressione e solcometri ad ultrasuoni.
L'unico limite rimasto dello strumento è che la velocità, indicata dal dispositivo, è in relazione alla superficie del mare e non al fondale, come indicato da strumenti quali il GPS.
Nonostante ciò il solcometro rimane lo strumento più sensibile e immediato per registrare, sul logbook, ogni minima variazione della velocità di una nave.
Il Corriere dei Piccoli, anche noto come Corrierino o Giornalino, è stata la prima rivista settimanale di fumetti italiana, pubblicata dal 1908 al 1996. Ha introdotto in Italia i fumetti statunitensi oltre a pubblicare autori italiani, presentando narratori e poeti di primo piano.
La pubblicazione fu ideata dalla giornalista Paola Lombroso Carrara con intenti pedagogici, ponendosi come obiettivo la formazione e l'educazione dei giovani in maniera adatta all'età, alternando alle “storie illustrate a colori” articoli di divulgazione scientifica, di letteratura, racconti e narrativa di buona qualità.
Le foto rappresentano la copertina e una pagina della storia del fumetto: "Un capitano di 15 anni", dal romanzo di Jules Verne del 1878, storia apparsa sul Giornalino dal nº 44 del 7 novembre 1971 al nº 2 del 9 gennaio 1972.
Come raccontato nei precedenti step (STEP#11, STEP#13, STEP#17) la Thomas Walker & Son fu una delle principali ditte produttrici di solcometri. Tutt'oggi si posso ancora ritrovare in vendita oppure all'interno di musei strumenti da loro prodotti.
Qui riporto il Cherub log, uno dei principali tipi solcometri costruiti dalla ditta, riportante il marchio della stessa.
F come frequenza (i solcometri ad onda continua lavorano su frequenze comprese tra 2 e 4 Mhz, STEP#05).
G come galleggiante (iltipo detto "a barchetta" è costituito da un galleggiante, che gettato in mare da poppa fa svolgere una sagola graduata con dei nodi a distanza fissa).
H come Harpoon Log(tipologia di solcometro inventata dalla ditta Thomas Walker & Son).
I come imbarcazioni(strumento utilizzato per misurare la velocità delle imbarcazioni).
L come legno(solcometro in inglese si dice Log= pezzo di legno).
M come miglio nautico(1 nodo equivale ad 1 miglio nautico all'ora).
N come nodo(il nodo è rimasto unità di misura delle velocità in mare).
O come ottone (materiale con cui si costruivano i primi solcometri, #STEP08).
Q come quadrante (dove si legge la velocità nei solcometri moderni).
R come registro di navigazione (il termine registro di navigazione, o logbook, originariamente si riferiva a un libro per registrare le letture del log utilizzato per stimare la velocità di una nave sull'acqua).
Come già menzionato nello STEP#09 l'invenzione del solcometro cade in quella definita comeetà dell'esplorazione (Age of discovery).
L'esplorazione del globo iniziò con le scoperte portoghesi degli arcipelaghi atlantici di Madeira e delle Azzorre, di seguito riporto due francobolli riguardanti le suddette scoperte.
Il solcometro fu quindi un importante e fedele compagno di navigazione in quelli che furono gli anni dell'esplorazione europea, che portarono all'aumento del commercio globale e del numero di imperi coloniali europei, con il contatto tra il Vecchio Mondo e il Nuovo Mondo. Questo rappresentò uno degli eventi globali più significativi.
Applicants: Jeffrey Walker; Thomas Sydney Walker; Thomas Waler & Son LTD (si veda STEP#13).
Publication as: GB348832A.
Data: 1931-05-21.
Obiettivo: la presente invenzione si riferisce agli indicatori di velocità per navi utilizzabili insieme a uno ship log (diario di bordo). La velocità della nave si ottiene misurando la distanza percorsa dalla nave in un dato tempo.
Obiettivo: la presente invenzione si riferisce ai registri nautici e ha per scopo quello di fornire un'apparecchiatura soddisfacente per rilevare la velocità e la distanza percorsa da navi e imbarcazioni relativamente piccole, comprendente un Tubo di Pitot (si veda il post STEP#08 "solcometro a pressione idraulica").
In questo post scopriamo un nuovo tipo di utilizzo del solcometro: nei sommergibili.La
guida del sommergibile è solo strumentale, non
si ha modo di vedere “fuori” dal battello, in compenso, al timoniere, arrivano
tutte le informazioni necessarie: un manometro indica la profondità raggiunta
dalla chiglia del battello, mentre un solcometro analogico indica la velocità
del battello.
Qui riporto una visione esplosa dello strumento nella sua totalità.
La velocità delle navi si conta in nodi, equivalenti a un miglio marino: 1,852 km/h. La parola “nodo”, in inglese knot, deriva da un antico sistema usato per misurare la velocità delle imbarcazioni.
Il primo solcometro utilizzato è stato il modello a barchetta, adottato a partire dal XVI secolo.
Dal ponte si faceva scorrere in acqua una tavoletta triangolare di legno, in inglese, “log”, zavorrata da un lato e fissata ai vertici con una legatura a una sagola, su cui erano eseguiti nodi a uguale distanza: 50 piedi e 7,6 pollici (15,433 m) . Il cavo veniva fatto scorrere per 30 secondi e dato che 15,433 m sono 1⁄120 di miglio nautico, mentre 30 secondi sono 1⁄120 di ora, il conteggio dei nodi passati tra le dita del marinaio, in trenta secondi, corrispondeva alla velocità della nave.
In questi annunci pubblicitari possiamo vedere come il solcometro, anche nel XIX secolo, rimase un oggetto essenziale.
I primi due articoli pubblicizzano alcuni dei solcometri ideati dalla Thomas Walker & Son.
Come i pionieri dell'industria, l'eredità di Thomas Walker & Sonha lasciato un'impronta estremamente positiva a Birmingham che risale al XIX secolo.
Eppure, ci volle fino al1861 perché Thomas Walker e suo figlio, Thomas Ferdinand Walker, brevettassero il primo solcometro Walker di molti. Insieme, con l'introduzione dell'A1 Harpoon Log due anni dopo, hanno stabilito ilWalker Log Businesscome una forza da non sottovalutare.
Quest'ultimo riporta l'annuncio pubblicitario di un altro solcometro prodotto dalla Nicholson Ship Log Company.
Ecco un video (link video) che in pochi minuti rende molto bene cosa volesse dire andare a vela negli anni ’50. Si tratta di un breve filmato che veniva proiettato nelle sale cinematografiche prima dell’inizio dei film, in Olanda.
Protagonista è l’allora 24 enne André ten Oever Bouwmmeester che lascia il porto di Scheveningen nel 1954 per un avventuroso viaggio di sola andata per la Nuova Zelanda. La barca, il Seven Seas, è lungo dieci metri, e l’impresa viene programmata rigorosamente in solitaria.
Tra le dotazioni fondamentali che il giovane olandese porta con sé ci sono un sestante,due log della Walker (solcometri) e una bibbia. Il tempo stimato da André per il suo viaggio prima della partenza era di sei mesi, ma ci impiegò più di un anno.
Nell'antichità si tirava in mare da prua un pezzetto di legno (log), contando
a mente i secondi che impiegava per raggiungere la poppa. Questo sistema rimase in uso fino alla fine del 1500 quando si diffuse il
solcometro a barchetta.
In seguito si cerco di migliorare lo strumento cercando di realizzare dei contagiri più precisi che permettessero di conoscere il cammino percorso.
Nel 1776 il solcometro di William Foxon fu sperimentato senza successo da Cook.
Verso il 1880 apparve a Boston il solcometro meccanico di Gould che era stato costruito da un contamiglia immerso e rimorchiato.
Questo contatore era mosso da un’elica a passo variabile che si regolava a mano secondo la velocità media della nave. Questo strumento non ebbe grande diffusione, lo si dimenticò rapidamente a favore del solcometro di Edward Massey (1802) per quanto costruito sul medesimo principio. Sperimentato nel 1805 dalla Royal Navy il solcometro di Massey fu commercializzato e divenne popolare.
Verso il 1850 Thomas Walker ne fabbricò alcuni esemplari sotto licenza di Massey. Nel 1851 brevettò il suo ‘’Harpoon’’primo della serie dei famosi solcometri Walker, ben presto seguito dall’ "A1 Harpoon 1863".
Quest’ultimo era uno strumento compatto a contatore incorporato e rotore solidale al fuso; aveva tuttavia l’inconveniente (come i precedenti) di dover essere ritirato dall’acqua per poter essere letto.
Nel 1879 la ditta Walker brevettò il ‘’Cherub’’ a contatore montato sul listone del coronamento a poppa, con una sagola senza torsione, elica e volante rimorchiati. Seguirono dei modelli ancora più robusti ‘’Neptune’’, nel 1899 e il ‘’Trident’’, nel 1905. Nel frattempo nel 1902 la ditta Walker aveva creato uno strumento elettrico che fu largamente commercializzato nel 1924 con il nome di ‘’Trident Electric’’. Un ripetitore a impulsi trasmetteva le indicazioni del contatore, dalla poppa fino ad un quadrante in plancia. Nel 1903 la Walker rilevò la Massey. In Francia alcuni modelli di solcometro si ispirarono al tipo Walker.
William Bourne, "A Regiment for the Sea, and other Writings on Navigation", 1574
Enrico Alberto D'Albertis,"Le costruzioni navali e l'arte della navigazione al tempo di Cristoforo Colombo", Parte 4, volume 1, auspice io Ministero della pubblica istruizione, Roma, 1893.
Lega Navale Italiana, "La stima della velocità in mare", in "L'Italia marinara giornale della Lega navale italiana", 1941.
"Storia delle scienze. Vol. 1: Gli strumenti", Einaudi, 1991.
Nella storia antica il solcometro era ignoto ed era in gran parte supplito dalla pratica e dall’occhio del pilota e del capitano. I romani, nonostante le tecniche di navigazione evolute e la perizia dei marinai capaci di orientarsi in mare con i riferimenti astronomici, non furono in grado di definire una teoria capace di valutare con precisione la distanza di un percorso in mare. Per comprendere il sistema di misurazione in mare applicato in epoca romana sono utili i percorsi proposti dall’Itinerarium Maritimum che è una sezione dell’Itinerarium Provinciarum Antonini Augusti ovvero l’Itinerario delle Province dell’Imperatore Antonino, un’opera anonima di epoca imperiale romana. Purtroppo le distanze riportate in questo trattato non sono supportate da misurazioni di tipo fisico quali il solcometroe quindi l’unità di grandezza dell’Itinerarium Maritimumsi basa soprattutto sulle esperienze dei marinai registrate nelle singole tratte con molte variabili, dovute alle stagioni, alle correnti, al tipo di imbarcazione, al carico e all’equipaggio. Con tutti questi calcoli precari l’unità di grandezza che veniva poi tramutato in miglia era la giornata di navigazione tradotta grosso modo in700 stadiper una giornata diurna pari a17 oree di1.000 stadinelle24 ore. Vale a dire 70 miglia nautichein 17 oree100 migliain 24 ore, per una velocità media di circa 4,1 nodi.
Bisogna aspettare Marco Vitruvio Pollione, architetto e scrittore romano, nella seconda metà delI secolo a.C. per avere il primo meccanismo per la misurazione delle distanze in mare su due ruote a pale disposte a murata, collegate per mezzo di un asse. Con il movimento della nave, toccando l’acqua, le ruote mettevano in moto tre ruote dentate il cui compito era quello di far cadere, dopo un determinato numero di giri, delle piccole pietre in un vaso. A ogni numero preciso di pietra corrispondevano le miglia percorse. Il concetto di base è uguale a quello utilizzato nei solcometrimoderni, solo che oggi vengono utilizzati dei sensori elettronici collegati ad una piccola ruota a pale. La differenza sostanziale tra i due strumenti sta nella loro posizione in acqua. La ruota a pale o elica moderna è immersa completamente nell’acqua e schermata per oltre la lunghezza del proprio raggio, mentre le pale vitruviane erano immerse solo parzialmente e non avevano schermi. Per questa ragione le pale vitruviane in caso di mare mosso non funzionavano in modo corretto, perché troppo o troppo poco immerse.
Successivamente, nel 1578, fu registrato un brevetto per un dispositivo che avrebbe misurato la velocità della nave contando i giri di una ruota montata sotto la linea di galleggiamento della nave,il solcometro. Avendo tempo, distanza e rotta si sarebbe potuto valutare la navigazione di altura con precisione. La velocità era infatti un dato fondamentale per poter effettuare la navigazione stimata Nel terzo quarto del XVI sec.
furono pubblicati molti progetti di solcometri meccanici, ma non è certo che
essi siano stati effettivamente realizzati.
L'invenzione del solcometro cade in quella definita come età delle scoperte, o età dell'esplorazione (Age of discovery) o età moderna (avente inizio approssimativamente dai primi anni del XV secolo fino alla fine del XVIII secolo), un termine definito per indicare il periodo della storia europea in cui un'ampia esplorazione oltreoceano è emersa come un potente fattore nella cultura europea dando inizio alla globalizzazione. Segna inoltre l'avvio di un periodo durante il quale si fece diffusa l'adozione in Europa del colonialismo e del mercantilismo come politiche nazionali. Molte terre precedentemente sconosciute agli europei furono scoperte durante questo periodo, sebbene la maggior parte fosse già abitata.
Il solcometro, nel gergo nautico viene anche
chiamato Log. In inglese log significa tronco di legno,
infatti, il solcometro a barchetta, consisteva nel pezzo di legno fissato
ad una fune con nodi a distanza regolare, lanciato in mare e lasciato
galleggiare. Il pezzo di segno era fissato ai vertici con una legatura a una sagola.
Legno: tessuto
vegetale che costituisce il fusto delle
piante aventi crescita secondaria. Una volta
tagliato, stagionato ed essiccato, il legno è destinato ad un'ampia
varietà di utilizzi:
Può
essere lavorato e scolpito con appositi utensili.
È stato
un importante materiale da costruzione fin dalle origini dell'umanità,
quando l'uomo iniziò a costruirsi i propri ripari e tuttora in uso.
È
impiegato come combustibile per il riscaldamento e la cucina.
È
impiegato per la produzione della carta, tramite la produzione di polpa di cellulosa, avendo sostituito nell'era industriale il cotone o altre piante, più
ricche di cellulosa ma meno abbondanti e quindi meno adatte ai nuovi regimi di
produzione.
Sagola:cordasottile, di diametro indicativamente compreso tra
i 1,5 e i 5 mm, utilizzata in tutte quelle situazioni dove non è
richiesta una corda di maggiori dimensioni. Sottile cavo di canapa bianca
o catramata, usato per alzare bandiere, gettare scandagli, rimorchiare
solcometri oppure cavetto di nylon, canapa, cotone che
assicura la freccia al fucile subacqueo. Nella pesca sagola
per il mulinello permette di disporre di una consistente scorta di filo
dalle prestazioni superiori e che non richiederà nessun tipo di
manutenzione. Può essere usata in nautica anche come cordino per una boa segna sub.
Solcometro
meccanico o ad elica
Presentato alla Esposizione Universale di Parigi del
1865, il solcometro Reynolds ad elica trascinata era un perfezionamento
del solcometro a barchetta.
In questo tipo di solcometro la sagola trasmetteva al contatore i
giri dell’elichetta di ottone che venivano visualizzati
da tre indici che traducevano il numero di giri al minuto in nodi orari.
Ottone:lega
di rame e zinco, contenente fino al 45-50% di zinco; talvolta si aggiungono quantità varie di altri elementi
che impartiscono alla lega proprietà meccaniche particolari, ne
influenzano la lavorabilità e la inalterabilità agli agenti atmosferici. I
principali impieghi dell'ottone:
Nella fabbricazione di strumenti musicali;
nel conio di monete;
nella fabbricazione di rubinetti, valvole e tubazioni;
nella fabbricazione di oggetti d'arte ottenuti per
fusione;
nell'industria meccanica per la fabbricazione di viti,
bulloni e ingranaggi;
nell'industria chimica per la fabbricazione scambiatori
di calore;
nell'industria elettrica per la fabbricazione di
interruttori e contatti.
Solcometro a pressione
idraulica
Lo strumento si basa sulla pressione che esercita l’acqua su un
corpo immerso in movimento. È formato da un tubetto, noto con il nome di
Tubo di Pitot, fissato sotto lo scafo collegato elettricamente a un quadro che
indica il il percorso e la velocità della nave.
Il tubo di Pitot: è utilizzato:
su tutti
gli aeroplani e in automobilismo (tipicamente Formula Uno,
durante i test prestagionali);
come sensore per la determinazione della
velocità macroscopica rispetto all'aria e nelle gallerie del
vento per la misurazione della velocità macroscopica della corrente
d'aria;
nell'impiantistica delle bonifiche ambientali per
controllare le pressioni differenziali (e quindi le portate) lungo le
tubazioni di estrazione/iniezione di gas dal/nel sottosuolo;
è uno degli strumenti di misura della velocità
macroscopica in condotti di emissione in atmosfera.
Solcometro doppler
Questo
genere di solcometro è più sofisticato degli altri strumenti già citati, in
quanto costituito da un ecometro che va verso il baso e da un calcolatore
elettronico. Questo genere di strumento rivela l’effetto Doppler con il
vantaggio, rispetto agli altri solcometri, di calcolare misure che non siano
influenzate dalle correnti o da altri movimenti presenti nell’acqua, fornisce
la velocità effettiva rispetto al fondo e non alla superficie del mare.
Ecometro: si
distinguono, a seconda della natura delle onde;
un ecometroottico,
sinonimo di radar ottico;
un ecometroradioelettrico,
sinonimo di radar;
un ecometro acustico e ultracustico (o ultrasonico);
usato a bordo di navi
come scandaglio (e perciò detto anche ecoscandaglio) per misurare la profondità
delle acque, rilevare l’andamento del fondo marino, localizzare banchi di
pesci.